EMILIO ISGRO'_INTARSIA “LE FORMICHE NERE”
Inventore di un’Arte Cancellatoria che ha travolto gli stessi confini della Poesia Visiva – di cui pure è stato il massimo interprete – Isgrò ha cominciato a produrre le prime Cancellature nel 1964, dando luogo nel tempo a una ricerca i cui esiti sono stati accolti via via da importanti musei italiani e stranieri. Nel 1977 ha vinto il primo premio alla Biennale di San Paolo del Brasile. Nel 1985, a Milano, ha realizzato su commissione del Teatro alla Scala l’installazione multimediale La veglia di Bach. È stato invitato alla Biennale di Venezia negli anni 1972, 1978, 1986, 1993. Nel 2001 la città di Palermo gli ha dedicato una grande antologica nella chiesa gotico-catalana di Santa Maria dello Spasismo. Di assoluto rilievo è anche la sua attività di poeta, narratore e drammaturgo, testimoniata da numerosi libri, scritti e pubblicazioni, nonché da un spettacolo-evento ormai entrato nella leggenda – L’Orestea di Gibellina – con il quale l’artista ha aperto la strada nei primi anni Ottanta a un nuovo linguaggio teatrale di forte impatto emotivo e sociale.

Le “Formiche nere” proposte da Emilio Isgrò assieme alle ormai classiche “cancellature” rispecchiano una visione del mondo in cui natura e cultura coesistono in perfetto equilibrio, come per esorcizzare i rischi di una intelligenza tecnologica che troppo spesso si appaga dell’artificio pur di non fare i conti con una realtà immutabile nella sua apparente mutevolezza.
   
     
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